IL TEAM

Il team di Nati per cambiare è formato da persone che sanno uscire dagli schemi, vogliono ripensare le regole del lavoro e credono che i temi analizzati da Alice nel saggio possano guidare lo sviluppo personale e professionale di chi lavora con un’azienda.  La cura delle relazioni, la sperimentazione, l’interazione col cibo, la progettazione degli spazi, l’educazione alla narrazione e alla teatralità  sono le basi di un cambiamento attivo, agito, desiderato.

LE RELAZIONI

“Credo fermamente che un’azienda che metta in condizione le persone di ispirare e guidare il cambiamento sia un’azienda sana, oltre che etica”.

Dopo un intenso e bellissimo percorso di coaching ho scoperto che la mia felicità è stare nelle relazioni, ovvero riuscire a sentire l’altro e a cogliere la crescita che la nostra interazione porta a ognuno. Inevitabilmente questo significa stare in perenne cambiamento, e amarlo.

 

Ho portato nel lavoro questo mio perché ed è nata LUZ: un’agenzia di content marketing fondata su una filosofia manageriale che stimola lo sviluppo personale e autonomo dei dipendenti. Così facendo, abbiamo cambiato anche il modello di business di LUZ, che era in forte difficoltà a causa dello stravolgimento delle logiche del mercato in cui operava e oggi è un luogo di soddisfazione di lavoratori, lavoratrici e azionisti.

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LA SPERIMENTAZIONE

“Penso che, con il giusto allenamento e consigli, tutti possiamo diventare sperimentatori; farlo attiverà nuove opportunità nella nostra vita e ci predisporrà ad accogliere in modo proattivo gli stimoli esterni”.

Spesso si è portati a vedere uno “sperimentatore” come una persona in grado di vivere senza schemi fissi, propensa a intraprendere qualsiasi azione senza necessità di particolari vincoli o regole.

 

Credo, invece, che gli ingredienti fondamentali che caratterizzano una persona che ha desiderio e capacità di sperimentare siano due: capacità di accogliere il cambiamento e un approccio strutturato alle cose della vita, in tutti i suoi aspetti.

 

Solo attraverso queste due anime in apparente contrapposizione si può arrivare a qualche cosa di nuovo in modo consapevole ed essere pronti a mettere in discussione in maniera critica quanto attualmente in essere.

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IL CIBO

“Sono convinta che il cibo sia uno strumento potente di conoscenza di sé e abbia il potere di cambiare noi e il mondo che abitiamo, rendendoci persone migliori e più felici”.

Il cibo è un filtro per conoscere il mondo: riflette i bisogni, le sfide e le opportunità di ogni epoca, soddisfa esigenze universali, ma è anche frutto di esperienze molto personali. Nel cibo ho scoperto una creatività che ispira, emoziona, ed è stato l’inizio di un profondo cambiamento. 

 

Dagli studi sull’energia degli alimenti allo storytelling, fino all’alta cucina; il cibo nei suoi molteplici significati ha stimolato la mia curiosità, alimentato la mia autostima, mi ha permesso di superare i miei limiti, di trovare un modo per esprimermi ed entrare in contatto con gli altri. Oggi comunico il mio punto di vista attraverso una cucina vegetale accogliente e inclusiva, con un approccio gioioso, divertente e non integralista. 

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LA PROGETTAZIONE DEGLI SPAZI

“La pandemia, come il cambiamento climatico, ci ricordano con urgenza che progettare è un gioco di equilibri tra valori, persone e mezzi; è assumersi la responsabilità

del futuro”.

Progettare significa pensare il futuro e trovare modi e procedimenti per realizzarlo nel giusto tempo, per gli altri e per sé. È un’attività di immaginazione, ma è anche concretizzazione di un’idea che, diventando materia, mantiene lo spirito creativo iniziale.

 

Da Montessori a Malaguzzi, anch’io sono convinta che “lo spazio educa”: alle relazioni, alla sperimentazione, alla curiosità. Oggi più che mai dobbiamo progettare e vivere gli spazi in modo interdisciplinare.

La progettazione è cambiamento perché contiene la sfida di realizzare un’idea accettando l’incertezza del percorso, accogliendola affinché diventi materia di riflessione, apprendimento e superamento di ciò che era definito nella pianificazione iniziale.

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L’EDUCAZIONE ALLA NARRAZIONE

E ALLA TEATRALITÀ

“Le parole creano i nostri pensieri, sviluppano la nostra sensibilità, migliorano la capacità di comunicare e portano a un agire più consapevole, nella relazione con gli altri e con noi stessi”.

Narrazione e teatralità sono un potente strumento di crescita personale.

La narrazione offre uno spazio per l’ascolto e il riconoscimento delle proprie emozioni, consentendo un’apertura verso l’altro. Abilita nuove possibilità, perché raccontare, e raccontarsi, permette di affrontare il mondo esterno facendo ordine, chiarezza, dando senso a ogni pezzo di noi.

La teatralità usa l’espressione artistica del sé come strumento per potenziare la propria consapevolezza e creatività, è un veicolo per sviluppare la propria capacità comunicativa e relazionale.

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